I NOSTRI BRAND

Passione e qualità sono nel nostro DNA e nella nostra tazzina di Caffè

Gli squisiti e prestigiosi marchi di caffè, selezionati per voi dalla Coffee’n s.r.l. di Terni, si presentano sotto forma di capsule e cialde. Se ne propongono i migliori:

 

Lavazza
È la qualità del caffè italiano al 100%. L’azienda fondata a Torino nel 1895 oggi si avvale della Coffee’n per offrirvi una varietà di prodotti che non ha eguali e per proporvi tutto il gusto Lavazza a prezzi di assoluta competitività.

Hausbrandt
Il marchio Hausbrandt è sinonimo di caffè da oltre un secolo. L’Azienda fondata a Trieste nel 1892, esporta il gusto e la tradizione italiana in oltre 70 Paesi e oggi si avvale della Coffee’n s.r.l. per offrirvi un’eccellenza che ha fatto storia, come raccontano, ogni giorno al nostro palato, le migliori miscele di robusta e di arabica, l’espresso classico nero, gli esotici, le tisane e gli infusi.

 

Caffè d’Italia
Con il Caffè d’Italia, la Coffee’n ha l’ambizioso progetto di portare nelle vostre case, in ogni occasione, un caffè espresso di qualità che fa la differenza, risultato di una grande passione e dal gusto completamente nazionale.

 

Borbone
Caffè Borbone nasce a Napoli nel 1997 e oggi la Coffee’n è in grado di portare sulla vostra tavola la qualità, la dedizione e la passione dell’inimitabile espresso napoletano, considerato uno dei Leader del mercato nazionale del caffè.

Lollo
Lollo rappresenta uno dei fiori all’occhiello della tradizione napoletana dell’espresso in Italia e nel mondo ed è in costante espansione. Oggi è diffuso per voi in cialde e capsule dalla Coffee’n s.r.l. di Terni, a prezzi di assoluta convenienza!

STORIA DEL CAFFÈ

La storia del caffè affonda le sue radici nel Corno d’Africa, dove la pianta fu anticamente coltivata nella regione etiope di Kaffa, da cui trasse poi origine il suo nome. Tra il IX e il XV secolo si diffuse nel resto del continente africano e da qui nel mondo islamico. Una leggenda narra che un pastore dell’Abissinia, notando l’effetto tonificante di quest’arbusto sul proprio gregge di capre, ne parlò così bene che la sua coltivazione ben presto si diffuse nella vicina Arabia. E qui, grazie anche al divieto di bere alcolici, il caffè divenne subito noto come “il vino dell’Islam”. Con l’espansione dell’impero ottomano, nacquero le prime “case del caffè” a Damasco, al Cairo e a Istanbul: siamo nel 1400. Successivamente, la rotta commerciale tra Venezia e l’Oriente consegnò alla Serenissima e poi all’Italia intera questa gustosissima bevanda. Il caffè in Italia venne però inizialmente usato a scopi medici: la prima descrizione medico-botanica della pianta si deve infatti al medico veneziano Prospero Alpini, nel suo “De medicina Aegyptiorum” (1591). Esattamente cento anni dopo, il dottore Angelo Rambaldi, pubblicò “Ambrosia Arabica overo della salutare bevanda del Cafè” (1691), un prezioso scritto oggi custodito nel Monastero di Camaldoli, ed edito in copia anastatica dalla Casa Editrice Morphema di Terni. Curiosamente, fu grazie ai monaci e al Papato che questa bevanda, inizialmente considerata diabolica perché di provenienza islamica, divenne a tutti gli effetti “cristiana”: quando infatti Clemente VIII (1536 – 1605), sul finire del suo pontificato, la bevve per la prima volta, ne fu così entusiasta che gli impartì la benedizione.

Intorno alla metà del ‘600, si assistette all’apertura delle prime Coffee-house a Londra. Queste, nel 1715 erano già arrivate a 3000, divenendo presto luoghi di cultura in cui si incontravano filosofi e letterati. A Parigi nel 1660 si inaugurò il Procope, la prima caffetteria di Francia. Nel 1664 un soldato polacco aprì a Vienna il Fiasco Blu, che fu la prima Kaffeehause austriaca. Risale invece al 1670 la prima Kaffeehause tedesca documentata a Berlino. Il caffè in questo periodo si diffuse in tutta Europa, nel Sudest asiatico e, infine, nelle Americhe: il London Coffee-House aprì nel 1689 e fu la prima caffetteria d’America. Nel 1720 a Piazza San Marco si inaugurò il “Caffè Florian”, la più antica e celeberrima caffetteria d’Italia, ancora oggi in attività. Nell’America del Sud la diffusione del caffè risale alla prima metà del XVIII secolo, quando un ufficiale della Marina Francese, nel 1720 esportò per la prima volta una pianta di caffè nella Martinica Francese. Da qui la coltivazione si estese al Brasile: è del 1727 la prima piantagione in cui lavorarono gli schiavi. Nel 1730 la pianta venne dunque esportata in Giamaica mentre in Italia, a Roma, nel 1760 aprì il celebre Caffè Greco. In questa lunga storia del caffè ci fu un’altra data importante, il 1819, anno in cui il francese Morize inventò la prima caffettiera a percolazione che, malgrado la gallica origine divenne famosa in tutto il mondo come “la napoletana”. Siamo dunque giunti alla prima metà dell’1800 e il caffè si diffuse a Napoli! Ed è proprio qui che l’originario uso aristocratico della bevanda divenne popolare: con i tremmoni, dei capaci bricchi contenenti uno caffè e l’altro latte caldo, gli intraprendenti caffettieri partenopei giravano per le vie della città gridando la loro nuova mercanzia: «Accattàteve o latte doce doce (dolce dolce) o caffettiere cammina, san Gennà».

 

IL CAFFÈ NELLA POESIA

Le caffetterie italiane, sono state da sempre care a scrittori, poeti e uomini di cultura. Fu proprio grazie a una di queste caffetterie, a Ferrara, che nel 1781 lo scrittore gesuita Lorenzo Barotti trasse ispirazione per una sua lunga ode al caffè, con cui “omaggiò” le nozze del Conte Don Luigi Onesti e della quale riportiamo un breve estratto:

 

Ne’ lunghi studi miei

Anch’io sovente,

abbrustolatol pria,

nell’acqua il cossi,

la qual bevuta

il sonno di repente

mi scacciava dagli occhi

umidi e grossi,

sicchè potea l’ore

notturne e lente,

come di letto allor

uscito io fossi,

stare a stillarmi in su

i libri il cervello

finchè il Sol

rimanea il dì novello . (*)

(*) Il caffè. Canti due, Parma, dalla Stamperia reale, 1781.

CURIOSITÀ

Nel 1825 la produzione mondiale del caffè era di 100 mila tonnellate. Nel 2013 era di circa 9 milioni con un incremento di ben 90 volte in meno di due secoli. All’inizio del 1900 il caffè costituiva il terzo commercio al mondo dopo i cereali e lo zucchero. Nel XXI secolo il caffè diventa invece il prodotto più venduto a livello mondiale, secondo solo al petrolio, con 11,23 miliardi di euro: le tazzine annue consumate sono circa 12.000 al secondo (400 miliardi). La sua coltivazione consente la sussistenza a 125 milioni di persone in oltre 75 paesi della fascia tropicale. I grandi produttori di caffè oggi sono 5 milioni mentre 25 milioni sono i piccoli produttori indipendenti. Le esportazioni di caffè rappresentano il 61% delle esportazioni del Burundi, il 37% dell’Etiopia, il 35% del Ruanda, il 21% dell’Uganda, il 18% del Nicaragua e il 17% dell’Honduras. Brasile, Vietnam e  Colombia sono, nell’ordine, i primi tre produttori di caffè al mondo con, rispettivamente 2.859.502 tonnellate, 1.818.811 tonnellate e 892.871 tonnellate. Seguono in graduatoria: l’Indonesia (814.629 tonnellate), l’Etiopia (423.287 tonnellate), l’India (385.786 tonnellate), l’Honduras (380.296 tonnellate), l’Uganda (314.489 tonnellate), il Messico (257.940 tonnellate) e il Guatemala (224.871 tonnellate).

 

 

 

 
 
 
 
 
 
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